Per tante PMI e professionisti “gestire i social” significa pubblicare quando c’è tempo, inseguire i trend e confidare che qualcosa funzioni. Ma la realtà è che gli errori di approccio si pagano e spesso bloccano proprio quei risultati che si vorrebbero ottenere.
In questo articolo trovi una raccolta degli errori più frequenti nella gestione dei social e le best practice per evitarli, così da costruire una presenza online più consapevole, efficace e sostenibile.

Errore 1 — Pubblicare senza obiettivi
Una delle convinzioni più diffuse è che “più pubblichi, più cresci”.
Non è così.
Pubblicare senza obiettivi chiari significa creare contenuti che non guidano da nessuna parte: non fanno conoscere il brand, non generano fiducia, non portano contatti.
Best practice
Prima di creare un contenuto chiediti sempre: Che cosa voglio ottenere da questo post? Awareness? Fiducia? Click? Contatti?
Un contenuto senza obiettivo è solo movimento, non progresso.
Errore 2 — Parlare a tutti (e non parlare a nessuno)
Una tentazione comune: “Parliamo di tutto, così raggiungiamo più persone”.
Il risultato?
Un messaggio confuso, che non arriva a chi dovrebbe davvero ascoltarti.
Le persone hanno bisogno di riconoscersi in ciò che leggono o vedono. Se parli a tutti, non parli davvero a nessuno.
Best practice
- Definisci il tuo pubblico.
- Scegli i temi su cui vuoi essere riconosciuto.
- Chiediti: cosa serve realmente alle persone a cui mi rivolgo?
Errore 3 — Essere presenti solo quando si ha tempo
Molte PMI pubblicano “a ondate”: tre post in una settimana, poi silenzio per un mese.
Non è cattiva volontà: è mancanza di metodo.
Ma sui social la continuità è parte del linguaggio. L’incoerenza si paga in visibilità, fiducia e percezione del brand.
Best practice
Un PED (piano editoriale) e un calendario realistico, non perfetto ma sostenibile, ti permettono di essere presente con senso.
Errore 4 — Inseguire trend e competitor
Un classico: un competitor fa un contenuto che va bene → lo copiamo.
Viralizza un trend → lo rifacciamo anche noi.
Il rischio è perdere identità, e con essa la fiducia. Perché le persone seguono i brand che riconoscono, non quelli che imitano.
Best practice
Usa i trend solo quando hanno un senso per il tuo brand.
Adattali al tuo tono, ai tuoi valori e al tuo pubblico.
Errore 5 — Ignorare le persone
Commenti senza risposta. DM lasciati in attesa. Domande non viste. Feedback non considerati.
Sui social è come non rispondere al telefono.
La relazione è parte della comunicazione: non curarla significa perdere opportunità e fiducia.
Best practice
Rispondi con costanza.
Ascolta.
Usa i social come un canale di customer care, anche questo è branding.
Errore 6 — Non misurare nulla
Molti contenuti nascono da sensazioni: “secondo me funziona”, “questo piace”, “facciamolo perché lo fanno tutti”.
Ma senza dati è impossibile capire se ciò che stai facendo ti sta portando nella direzione giusta.
La conseguenza? Si continua a investire tempo su contenuti che non funzionano, mentre quelli che potrebbero portare risultati passano inosservati.
Best practice
Non serve diventare analisti, basta partire da pochi indicatori semplici:
-
chi ti sta vedendo,
-
come sta reagendo,
-
se ciò che pubblichi porta le persone a compiere un’azione.
E soprattutto: misurare non serve per giudicare, ma per capire cosa migliorare. Quando inizi a osservare anche solo tre dati ogni mese, la gestione dei social cambia completamente: diventa consapevole, efficace e orientata al risultato.
Leggi anche: Strategia e KPI: la rotta giusta sui social
Migliorare è una scelta di metodo, non di fortuna
Evitare questi errori non significa stravolgere il tuo modo di comunicare, ma renderlo più consapevole e orientato.
Costruire una presenza online efficace è un percorso fatto di metodo, ascolto e miglioramento continuo. Si tratta di decidere: cosa dire, a chi dirlo, quando dirlo, come misurarlo.
Se vuoi crescere sui social, parti da qui: correggi gli errori di approccio. Quando cambia il metodo, cambiano anche i risultati.