Essere presenti sui social non significa semplicemente “fare contenuti”. Pubblicare con costanza senza un obiettivo può generare movimento, ma non direzione. Senza una strategia chiara e KPI misurabili, l’operatività rischia di trasformarsi in un’attività frenetica che non porta risultati concreti.
Oggi, più che mai, sui social non vince chi fa di più, ma chi sa orientare ogni contenuto verso un percorso preciso. È questa la differenza tra una presenza che comunica e una presenza che cresce.
Non basta fare: serve sapere dove stai andando
“Dobbiamo pubblicare di più”, “Dobbiamo parlare anche di questo”, “Dobbiamo fare questo trend anche noi”.
Queste sono frasi che sento spesso. Ed è comprensibile: sui social sembra che vinca chi fa di più.
La realtà è molto diversa: l’operatività da sola crea movimento, non progresso.
E il movimento senza una direzione chiara finisce per consumare energie senza portare risultati.
Una strategia serve proprio a questo: a dare un senso a ciò che fai online.
Perché ogni post, ogni video, ogni interazione dovrebbe essere un passo in un percorso preciso, non un tentativo casuale.
La strategia viene prima dei contenuti
Strategia non significa “teoria”.
Significa rispondere a tre domande fondamentali:
- A chi sto parlando?
- Cosa voglio ottenere?
- Perché dovrebbero ascoltarmi?
Quando queste risposte sono chiare, i contenuti non sono più un dovere da adempiere, ma strumenti che servono a raggiungere un obiettivo preciso.
Quando non lo sono, si inizia a pubblicare “quello che capita”, a inseguire trend che non c’entrano nulla con il brand, a misurare successi basati più sulla fortuna che su un percorso.
Una buona strategia non limita la creatività: la incanala.
E la creatività che sa dove andare è molto più efficace di quella che tenta la sorte.
L’operatività senza strategia: il problema invisibile
Senza una strategia chiara, succede sempre la stessa cosa: si lavora tanto, si produce tanto… ma si cresce poco.
I segnali tipici?
- Contenuti che non rispondono a nessun obiettivo.
- Risultati altalenanti, difficili da interpretare.
- Nessuna consapevolezza dei perché: perché un post ha funzionato? Perché un altro no?
- Decisioni prese “a sensazione”, spesso sbagliate.
- La percezione costante di “fare tanto ma ottenere poco”.
E alla fine, lo scollamento più pericoloso: non sai più se quello che stai facendo sta davvero aiutando il tuo business o no.
La verità è semplice: senza strategia, non hai criteri per capire se stai andando nella direzione giusta.

I KPI: la bussola che ti guida
Ed è qui che entrano in gioco i KPI.
Parola temuta da molti, spesso fraintesa, ma fondamentale per chiunque voglia ottenere risultati reali.
Un KPI (Key Performance Indicator) è semplicemente un indicatore che misura se le tue azioni stanno portando al risultato che desideri.
Non sono numeri “per analisti”, né qualcosa che complica la vita: sono la bussola che ti dice se la strada è quella giusta o se devi correggere la rotta.
Ogni obiettivo ha KPI diversi.
Per il branding:
- copertura (quante persone uniche vedono i tuoi contenuti)
- impression (quante volte i contenuti vengono mostrati, anche alle stesse persone)
- sentiment (il tono delle reazioni: positivo, neutro, negativo)
- crescita del pubblico giusto (aumento dei follower in target, non generici)
Per l’engagement:
- salvataggi (utenti che mettono da parte il contenuto perché lo trovano utile)
- commenti (conversazioni reali, non semplici like)
- interazioni reali (risposte, click, messaggi: segnali di interesse autentico)
Per la lead generation:
- click (persone che vogliono approfondire)
- richieste (contatti, form compilati, DM con intenti specifici)
- conversioni (l’obiettivo raggiunto: iscrizione, acquisto, prenotazione, preventivo)
Per la customer care:
- tempo di risposta (quanto velocemente rispondi ai messaggi)
- tasso di soluzione (quante richieste risolvi davvero)
- qualità della relazione (il tono, la cortesia, la soddisfazione percepita).
I KPI non servono per giudicare: servono per capire.
E ciò che capisci, puoi migliorarlo.
Strategia + KPI = miglioramento continuo
La gestione professionale dei social non è mai statica. Non è una lista di cose da fare una volta e poi lasciare lì.
È un processo continuo:
- Definisci gli obiettivi
- Pianifichi i contenuti (PED e calendario editoriale)
- Pubblichi e osservi i risultati
- Leggi i KPI e aggiusti la rotta
- Riparti più consapevole di prima
È un ciclo virtuoso: ogni mese capisci qualcosa di più sul tuo pubblico, su ciò che funziona, su ciò che va migliorato.
E questo non ti fa lavorare di più: ti fa lavorare meglio.
Senza KPI navighi a vista. Con i KPI navighi con una rotta e una destinazione.
La rotta prima del viaggio
Strategia, obiettivi chiari, KPI leggibili: è questa la base su cui costruire una presenza online che cresce, che si evolve, che porta valore.
Perché alla fine, non conta fare tanto: conta fare ciò che serve, e farlo nella direzione giusta.
Se vuoi migliorare davvero la tua presenza online, non partire da cosa pubblicare: parti da dove vuoi arrivare.
Il resto — la strategia, i KPI, l’operatività — seguirà in modo naturale.