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PageSpeed Insights introduce la Navigazione agentica: cosa significa per la SEO e l’AI

Per anni PageSpeed Insights è stato uno degli strumenti più utilizzati per valutare la qualità tecnica di un sito web. Prestazioni, accessibilità, best practice e SEO sono sempre stati gli indicatori di riferimento per capire se un sito offrisse una buona esperienza agli utenti.

Oggi, però, qualcosa sta cambiando.

Google ha iniziato a mostrare in Lighthouse e PageSpeed Insights una nuova categoria dedicata alla Navigazione agentica, un indicatore che guarda al sito con una prospettiva diversa rispetto al passato. È una novità significativa perché riflette l’attenzione crescente verso il modo in cui gli agenti basati sull’Intelligenza Artificiale esplorano e interpretano il web.

Vediamo cosa rappresenta questa nuova valutazione e perché potrebbe diventare un tema sempre più rilevante per chi si occupa di SEO, sviluppo web e ottimizzazione dei contenuti.

Cos’è la Navigazione agentica introdotta in PageSpeed Insights

La nuova valutazione dedicata alla Navigazione agentica è una categoria sperimentale di Lighthouse che verifica alcuni aspetti del sito utili agli agenti intelligenti, cioè quei sistemi basati su Intelligenza Artificiale che navigano il web per recuperare informazioni e interagire con le pagine.

Non si tratta di un nuovo punteggio SEO tradizionale.

L’obiettivo della categoria è verificare la presenza di requisiti che possono facilitare l’interazione di questi agenti con il sito, attraverso una serie di controlli introdotti nelle versioni più recenti di Lighthouse. È una funzionalità ancora in evoluzione, ma rappresenta un primo passo verso strumenti che tengono conto anche del modo in cui il web viene esplorato dalle AI.

Valutazione di PageSpeed Insights Cosa analizza
Prestazioni Velocità di caricamento, stabilità visiva e reattività del sito.
Accessibilità Facilità di utilizzo anche per utenti con disabilità, secondo le principali linee guida di accessibilità.
Best practice Adozione delle buone pratiche di sviluppo, sicurezza e compatibilità del sito.
SEO Presenza degli elementi fondamentali per l’ottimizzazione sui motori di ricerca.
Navigazione agentica (sperimentale) Alcuni requisiti che possono facilitare l’interazione tra il sito e gli agenti basati sull’Intelligenza Artificiale.

Perché Google ha introdotto questa nuova valutazione

L’introduzione di questo indicatore non è casuale.

Sempre più utenti utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale per cercare informazioni, ottenere riassunti o approfondire un argomento. Parallelamente, cresce il numero di agenti automatici che navigano il web per leggere contenuti, recuperare dati e svolgere attività in modo autonomo.

In questo contesto, è naturale che gli strumenti di analisi dei siti inizino a considerare anche aspetti che favoriscono una migliore interazione con questi sistemi.

Questa evoluzione si inserisce nello stesso scenario in cui sta acquisendo sempre più importanza la Generative Engine Optimization (GEO), ovvero l’insieme di strategie pensate per rendere un sito più facilmente interpretabile dai sistemi di Intelligenza Artificiale. Comprendere come ottimizzare un sito per la GEO significa iniziare a progettare contenuti sempre più chiari, strutturati e facilmente interpretabili anche dagli LLM (Large Language Model), i modelli linguistici alla base di strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude.

SEO e GEO: due approcci complementari

La GEO non sostituisce la SEO.

Piuttosto, la completa.

Se la Search Engine Optimization (SEO) punta a migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, la Generative Engine Optimization (GEO) si concentra sulla capacità dei contenuti di essere facilmente interpretati, contestualizzati e utilizzati dai sistemi di Intelligenza Artificiale generativa.

SEO tradizionale GEO
Migliora la visibilità sui motori di ricerca Favorisce la comprensione dei contenuti da parte degli LLM
Lavora su keyword e intento di ricerca Lavora su struttura, chiarezza e contesto
Punta ad aumentare il traffico organico Punta a rendere i contenuti facilmente interpretabili dalle AI
Ottimizza per utenti e crawler Considera anche gli agenti intelligenti

Le due strategie non sono in competizione: condividono molte buone pratiche e, sempre più spesso, si rafforzano a vicenda.

Cosa valuta realmente la Navigazione agentica?

È importante chiarire un aspetto.

La nuova valutazione di PageSpeed Insights non stabilisce se un sito verrà citato da ChatGPT, Gemini o altri sistemi di AI, né rappresenta un indicatore della probabilità di comparire nelle risposte generate dall’Intelligenza Artificiale.

La categoria Navigazione agentica verifica invece la presenza di alcuni requisiti che possono facilitare l’interazione tra il sito web e gli agenti intelligenti durante la navigazione.

Tra gli aspetti già presi in considerazione dalle versioni più recenti di Lighthouse rientrano, ad esempio:

  • la presenza di alcuni standard emergenti pensati per gli agenti AI, come llms.txt, quando applicabile;
  • verifiche legate alla possibilità per gli agenti di comprendere e utilizzare correttamente alcune funzionalità del sito;
  • alcuni controlli sperimentali introdotti da Lighthouse che potranno essere ampliati nelle versioni future.

Al di là dei singoli controlli tecnici, il messaggio che emerge è più ampio: un sito ben progettato, accessibile, organizzato in modo chiaro e con contenuti di qualità rappresenta una base solida sia per gli utenti sia per le nuove tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale.

La nuova valutazione influisce sul posizionamento su Google?

Ad oggi non esistono indicazioni ufficiali che la valutazione della Navigazione agentica rappresenti un fattore di ranking per Google Search.

La sua introduzione in Lighthouse evidenzia però come il rapporto tra siti web e agenti intelligenti stia assumendo una crescente importanza negli strumenti dedicati alla qualità del web.

È quindi prematuro parlare di un impatto diretto sul posizionamento, ma questa novità rappresenta un segnale interessante sull’evoluzione degli strumenti con cui vengono analizzati i siti web.

Un indicatore che racconta dove sta andando il web

La comparsa della Navigazione agentica in PageSpeed Insights racconta un cambiamento più profondo di quanto possa sembrare.

Per la prima volta, uno degli strumenti di riferimento per sviluppatori, SEO specialist e digital marketer introduce una categoria dedicata al rapporto tra siti web e agenti intelligenti.

È ancora presto per conoscerne tutte le implicazioni, ma una cosa appare evidente: il web non viene più esplorato soltanto da persone e motori di ricerca tradizionali. Sempre più spesso, anche sistemi di Intelligenza Artificiale leggono, interpretano e utilizzano i contenuti pubblicati online.

Per questo motivo, progettare siti chiari, accessibili, ben strutturati e ricchi di informazioni affidabili significa prepararsi a un ecosistema digitale in continua evoluzione. Non si tratta di abbandonare la SEO tradizionale, ma di continuare a costruire siti di qualità, pronti a dialogare con le nuove modalità con cui le informazioni vengono cercate e utilizzate.